Danny Shirley (Confederate Railroad): «Cambiare il nome al mio gruppo? Mai e poi mai!»

I Confederate Railroad, una southern rock country band nata all’inizio degli anni ’90 dello scorso millennio e che con successi come “Trashy Women”, “Daddy Never Was the Cadillac Kind” e “Queen of Memphis” si  è creata un buon seguito di pubblico che prosegue ancora oggi, è finita recentemente sotto accusa a causa del suo nome e del suo logo giocandosi anche la partecipazione ad un paio di festival country, essendo stata cancellata dalla line up in cartellone all’ultimo momento. In una recente intervista a Rolling Stone Country il leader del gruppo, Danny Shirley, dice chiaramente che mai e poi mai la band cambierà il suo nome.

«Non lo farei mai» dichiara Shirley senza lasciar adito a dubbi «Per tutte le persone che si sono schierate con noi e sono state dalla nostra parte durante tutta questa vicenda [incluso artisti e gruppi country come Charlie Daniels e Joe Bonsall degli Oak Ridge Boys, ndr] e per i milioni di persone che hanno negli anni comperato i nostri dischi, in special modo ora che siamo attaccati ed essi prendono le nostre difese non potrei mai cambiare il nome del nostro gruppo. Sarebbe un calcio nello stomaco a chiunque abbia acquistato anche solo un nostro disco.»
Per chi non sapesse l’antefatto, tutto è legato al logo dei Confederate Railroad (vedi sotto), che rappresenta la locomotiva di un treno a vapore in movimento sulla quale sventolano due bandiere confederate. Dopo che un pazzo a luglio ha ucciso alcune persone nella Carolina del Sud adducendo motivazioni razziste e alcuni abitanti di Charleston hanno cominciato a manifestare la volontà di abbattere alcuni monumenti rappresentativi della parte di storia americana legata alla guerra di secessione, le autorità di alcuni stati hanno cominciato a pensare che tutto quanto legato alla materia fosse meglio cancellarlo dal quotidiano e così nel tritacarne sono finiti anche i Confederate, i cui concerti alla Du Quoin State Fair a Du Quoin (Illinois) e più tardi all’Ulster Country Fair a New Paltz (New York) sono stati improvvisamente cancellati.

Anche se in passato il gruppo aveva ricevuto occasionali critiche legate al loro nome e logo, la situazione ora è decisamente cambiata. «Il fattore che rende la cosa diversa oggi è che ad esempio in Illinois è stato il governo che ci ha bandito» racconta Danny Shirley nell’intervista «Non è che ci fosse un esercito di persone offese dai Confederate Railroad. E’ stato un blogger che tratta di politica a tirare fuori la questione scrivendo in un suo post “E’ giusto avere un gruppo chiamato Confederate Railroad ad una fiera che si svolge nella terra di Lincoln?” peraltro specificando che ci eravamo già esibiti alla Illinois State Fair due volte senza che si fosse verificato nessun tipo di incidente.»

«Il Governatore è venuto da noi» prosegue Shirley «dicendo che era perché usiamo la bandiera confederata ma neanche questo è vero perché la bandiera confederata non appare mai nei nostri concerti, né come sfondo né appesa al palco o penzolante da qualche trave. Appare sulle magliette della band, che però non vendiamo ai concerti dove c’è una specifica regolamentazione contro l’uso del simbolo.»
Danny Shirley è cresciuto a Chattanooga, Tennessee, e per quanto avuto modo di vedere nel corso degli anni, non ha mai visto il logo dei Confederate essere considerato come simbolo di odio o disprezzo. «Ci è stato sempre insegnato» dice «che quel simbolo rappresenta il fatto che ognuno di noi apprezza la parte del paese dalla quale provieni. E come ho detto in altre interviste non mi scuserò mai per il fatto che mi piaccia il Sud. Io amo stare qui. Per come la vedo io l’agitazione creatasi in Illinois è stata più che altro una “disconnessione” tra la popolazione rurale e quella urbana all’interno dello stato. Non sono l’unico a sentirsi così stanco di dover essere sempre così “politicamente corretto” – prosegue Shirley – Dal mio punto di vista i contadini e la gente di provincia, quella delle campagne, si sentono come se fossero stati usati, presi in giro dalla gente di città.»
In un altro punto dell’intervista Denny Shirley ridimensiona il fatto che lo sparatore di Charleston del 2015, Dylann Roof, avesse foto online di sé  con la bandiera confederata: «Ovviamente online potevano trovarsi anche 10mila foto sue senza la bandiera confederata…. Se si fosse fotografato indossando un paio di scarpe Nike, cosa avremmo dovuto fare? Liberarci della Nike?».
M.A.

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